La mia verde prigione

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Varie. La vita dell’uomo è sempre una battaglia esistenziale. Lo dimostra anche questo memoriale o excursus biografico di Giovanni Patat d’Artegna. Egli sente la stirpe come un marchio di nobiltà e vive la famiglia, quella della sua origine e quella che si è formato, come un valore insostituibile al di là di ogni scala sociale. La riconoscenza per gli esempi e per l’educazione alla vita esce da ogni riga. Giovanni Patat tiene a essere autodidatta, ma la sua trafila ricorda il mondo del passato, precedente l’istituzione delle accademie e degli istituti d’Arte, come nel Rinascimento, da garzone di bottega a gestore autonomo di se stesso, aperto alla circolazione culturale del suo tempo, ma non immemore della lezione antica. La scultura è realizzata nello spirito prima che nella mano. Palpita di vita, pure quando sembrerebbe avvicinarsi a una certa retorica monumentale e alla tradizione sacra. Innova e personalizza. Ascoltiamo con simpatia quanto egli ci racconta al riguardo, delle sue opere, delle collaborazioni, dell’accoglienza e della non accoglienza.
A noi e a coloro che verranno Giovanni d’Artegna lascia un’immagine viva di una civiltà friulana secolare che svanisce all’orizzonte, ma di cui siamo figli nelle presenti e future trasformazioni. Lascia valori non negoziabili di comportamento civico e religioso e familiare e il suo amore alla Patria nonostante tutto.
Domenico Zannier

ILA MIA VERDE PRIGIONE

Autore: Giovanni Patat d’Artegna
Formato: 17×24 cm
Volume: brossurato
Pagine: 128

ISBN: 978-88-7772-220-1

€ 18,00 + spese spedizione

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